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Sab, Dic

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Il meraviglioso Salento quale generoso custode di tradizioni millenarie non finisce mai di stupire, proprio in questi giorni sono in pieno fermento i preparativi delle mirabili e tradizionali “Tavole di San Giuseppe”, un'antica usanza cerimoniale che affonda le sue radici nella ricca storia della Terra d'Otranto fino a lambire e rievocare i grandi festeggiamenti religiosi medievali. Un'atmosfera generata dall'incontro di due grandi culture e stili quella bizantina e quella barocca. Un antichissimo rito in onore di San Giuseppe che si ripete puntualmente ogni anno nel mese di marzo, in alcuni borghi a pochi chilometri da Otranto (Uggiano la Chiesa, Casamassella, Giurdignano, etc.).

Il 18 e il 19 marzo le porte di molte case di questi pregevoli paesi si spalancano per accogliere i tanti visitatori e fedeli che da più parti giungono a vedere e rendere omaggio alle "Tavole di San Giuseppe", veri capolavori di devozione. Un rito in cui s’intreccia sacro e profano coincidendo con l’ossequio all'equinozio di primavera evento a cui erano dedicati antichissimi riti di purificazione agraria, che segnavano un importantissimo momento di passaggio dal ciclo della stagione invernale all'avvento del ciclo primaverile. IL RITO DELLE "TAVOLE DI SAN GIUSEPPE".

La preparazione dei cibi per le Tavole di San Giuseppe avviene una settimana prima: il 12 marzo s’impasta la farina per fare i “vermiceddhi” (un tipo di pasta corta), lunedì 14 si mettono a bagno i lampascioni e lo stoccafisso, il 15 i ceci, il 17 si puliscono rape, cavoli e cavolfiori, si cucinano i ceci e si passano i fritti nel miele; il 18 si cucinano le verdure, lo stoccafisso, la pasta con il miele, il pesce e si friggono le pittole. Ogni gesto è scandito da fede e preghiere, come nei secoli passati, quando le tavole erano sì un tributo a San Giuseppe, ma anche un modo concreto di aiutare chi non sempre aveva un piatto assicurato e di riappacificarsi con parenti e vicini con cui non correva buon sangue: nessuno infatti poteva rifiutare se invitato come santo. Il numero dei commensali può variare da 3 a 21, quest’anno 13 ragazzi che raffigurano la Sacra Famiglia e i santi (S. Anna, S. Gioacchino, S. Elisabetta, ecc…), prenderanno parte al banchetto simbolico.

 

Le tavole, benedette dal parroco, si possono ammirare già nel pomeriggio del 18 marzo, quando ai visitatori vengono offerti i fritti (porciddhruzzi), i cipollacci col ciuffo detti pampasciuni e dei panetti votivi, le pucce. La notte si prega e si riflette, mentre il 19 marzo si svolge il rito della cena, sacro e suggestivo: San Giuseppe dà inizio al pranzo e ne scandisce i tempi e l’alternarsi delle varie pietanze, intercalando le preghiere. I cibi sono tutti poveri: vermicelli con i ceci, pasta con miele e mollica di pane, rape bollite, lampascioni, pesce fritto, cavolfiori, stoccafisso in umido, fritti col miele e pani votivi.Proprio in questa occasione molti salentini e visitatori hanno la possibilità di scoprire un Salento che serba scenari pieni di suggestione dove la tradizionale ospitalità e la profonda devozione si fondono nei colori e nei sapori di una sapienza antica. Prodotti tipici e tradizioni locali valorizzati da mani esperte e sapienti che hanno saputo nei secoli tutelare, valorizzare e tramandare il buono che la ricca terra del Salento offre trasformando attraverso una meticolosa conoscenza dai nostri artigiani e contadini in prodotti di estremo pregio e finezza. Così prodotti di enogastronomia, e agricoltura biodinamica frutto di una natura florida e ancora incontaminata incastonata in paesaggi storici evocativi e vivi vanno comporre come tessere di un mosaico l'unicità della terra salentina.

Note territoriali tra Uggiano La Chiesa e Casamassella

"IL GIARDINO MEGALITICO". La Puglia conserva circa 150 megaliti, Giurdignano da solo ne conta più di 25 ed è uno degli anelli di congiunzione tra i megaliti mediterranei e quelli europei. Da visitare anche le misteriose pietre fitte di Giurdignano i Dolmen e i Menhir, la cripta di S. Salvatore, l’Abbazia Centoporte, la Chiesa Matrice, il Frantoio Ipogeo, il castello, i palazzi e le case a corte.

 

LA TENUTA STORICA BIODINAMICA "LE COSTANTINE" CERTIFICATA DEMETER. A contatto con la natura, tra uliveti, boschi e macchia mediterranea a 3 km da Otranto, è possibile trascorrere un eco-soggiorno all’insegna del relax, della buona cucina e dei riti tradizionali. Oasi di pace immersa nel verde cangiante dei suoi boschi, uliveti, prati, macchia mediterranea e campi coltivati a cereali, ortaggi ed agrumi, tra ginestre profumate e cespugli di mirto, robinie, lecci, pini e tante rarità botaniche come la quercia Vallonea e le piccole orchidee selvatiche, la tenuta offre ai visitatori l’opportunità di vivere a contatto con una natura rigogliosa ed incontaminata dove è bandito l’uso di concimi chimici e di antiparassitari e dove profumi e colori mediterranei sono esaltati dalla particolare sonorità di un silenzio fatto dalle voci della terra, delle piante e della fauna locale. L’ambiente naturale che offre la tenuta è ricco di sorprese, testimonianze di un’agricoltura antica, come i numerosi pozzi e le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, posizionati in modo da poter facilmente irrigare i campi e dissetare gli animali, l’apiario semicircolare in muratura, posizionato nell’agrumeto, e una serie di vasche in pietra per l’abbeveraggio degli animali e per altre pratiche della vita contadina ed artigianale; una piccola cripta nascosta nel bosco testimonia anche l’appartenenza dello stesso ad un territorio dove innumerevoli sono le testimonianze di insediamenti rupestri medievali.

Oltre il confine, l’azzurro mare di Otranto fa da cornice a questo scenario. Tutto l’insieme ha il magico potere di donare emozioni di un tempo passato e di regalare quell’energia vitale che solo la natura può trasmettere. Qui, dove il tempo sembra essersi fermato, la tranquillità e la pace interiore che questa natura incontaminata profonde a piene mani a chiunque vi si addentri per lavoro, studio, vacanza o una semplice gita, è un’ esperienza meravigliosa che resta impressa nell’animo di ognuno, insieme al ricordo del calore umano e dell’entusiasmo delle persone, dipendenti e volontari, che gestiscono le varie attività confermando la proverbiale accoglienza ed ospitalità del Salento.

 

 IL LABORATORIO DI TESSITURA. Nuove applicazioni e tecniche nate dalla perizia e sensibilità delle tessitrici locali si sono aggiunte alle più antiche e tradizionali e così nel laboratorio accanto alla riproduzione dei vecchi motivi tradizionali, popolari o aulici, con figurazioni tra verismo e fantasia (leoni, draghi, pavoni, cervi) che si ispirano a fonti medioevali, rinascimentali e barocche, se ne trovano altri più nuovi, o addirittura inediti, con disegni geometrici o di ispirazione naturalistica. Mantenendo fede al principio di educare alla manualità, oltre all’attività artigianale, il laboratorio svolge anche un’attività didattica, attivando dei corsi di tessitura sia per soddisfare l’esigenza di privati che vogliano avvicinarsi a questa tecnica a livello hobbistico o professionale. Manufatti:tappeti, arazzi, plaids e copriletti, paralumi, cuscini, tovagliati e copritavoli, asciugamani, centri e corsie da tavolo, tende e mantovane, sciarpe, borse, ecc.