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Ven, Nov

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MOTTOLA (TA). Tradizione e fede, folklore ed antiche consuetudini devozionali, anche quest’anno, caratterizzeranno i festeggiamenti per San Giuseppe. Come, ormai, avviene da tempo, il cuore della festa sarà il quartiere “San Giuseppe – La Pentima”, che si espande attorno alla parrocchia, dedicata al “santo lavoratore”. Tutto è pronto, perchè il simulacro del santo, portato a spalla dai falegnami, possa benedire, al rientro sul sagrato della chiesa, i falò. Già, perché per il 5^ anno consecutivo, il Comitato Feste, coordinato da Maurizio Torrente, anche per questo 2014, ha voluto riproporre la tradizione dei falò, attraverso un concorso, che servirà per premiarne il migliore. Saranno valutati da un’apposita giuria, proprio durante la serata di domani, 19 marzo, giornata clou dei festeggiamenti.

Prima, alle ore 17, una celebrazione eucaristica, per benedire i papà ed i falegnami. Dopo la processione e l’accensione dei falò, altra messa, alle ore 19,30, animata dalla “Schola Cantorum” parrocchiale, diretta dalla M° Mariella Gentilesca; la stessa, che, insieme al Coro del Coordinamento Donne del Centro Polivalente, diretto dal M° Pietro De Mitis, sabato scorso, è stata protagonista della 3^ edizione della Rassegna Canora. Mentre durante la processione presterà servizio la banda cittadina “U. Montanaro”, ad animare la serata sarà, dalle ore 21, “Angel Show Man”, con una sorpresa per i più piccoli. Inoltre, in collaborazione con l’Ufficio Turistico, diretto da Carmela D’Auria e l’associazione “Terre Nostre”, con Gianni Ragno e Donato Mastrangelo, è stato organizzato anche un percorso enogastronomico, che toccherà le vie principali del quartiere: via Cadorna, via San Benedetto, via F. Sansonetti, via Fratelli Bandiera, via Pola. Non mancheranno bancarelle dell’artigianato locale e non solo. A chiudere i festeggiamenti, sarà alle 22,30, come da tradizione, lo spettacolo pirotecnico, a cura della ditta “Pirotecnica Mottolese”.

Un’occasione per ritrovarsi attorno ai falò e per assaporare i ceci arrostiti con un buon bicchiere di vino nostrano, continuando, così, a far rivivere un’antica tradizione da tramandare alle nuove generazioni.