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Oggi, mercoledì 15 novembre 2017, in sede di consiglio regionale, la Giunta Regionale della Regione Puglia ha presentato il "Disegno di legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere", con firma del Presidente Michele Emiliano e dell'assessore Salvatore Negro. Dinnanzi a numerosi organi di stampa, intorno alle ore 10.00, è stata convocata la conferenza stampa di presentazione del disegno di legge. 

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Intervista al Governatore della Puglia  Michele Emiliano

« Da sempre la Puglia è in prima linea per la lotta alle discriminazioni e alle violenze nei confronti della libertà altrui. In questo caso è in prima linea per tutelare l’identità di genere, la libertà affettiva e sessuale, le scelte di vita della comunità Lgbtqi, che sin da quando ero sindaco di Bari abbiamo considerato con grande attenzione e come un fattore di progresso di tutta la nostra comunità» . Con questa dichiarazione il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha presentato oggi alla stampa il disegno di legge contro l’omofobia e la transfobia approvato ieri dalla Giunta regionale. L’iniziativa mira a prevenire e contrastare le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere o dalle condizioni intersessuali. 

Alla stesura del disegno di legge (DDL N. 253 del 14/11/2017) hanno contribuito alcune associazioni LGBTI del territorio pugliese e i legali della “Rete Lenford”: l’Avv. Antonio Rotelli e l’Avv. Pasqua Manfredi, coordinati da Titti De Simone in qualità di consigliere del Presidente Emiliano per l’approvazione del disegno di legge. Proprio per questo, nel corso di questo processo partecipativo lo scorso 21 gennaio 2017, nell’ambito di una conferenza stampa tenutasi presso la Libreria Ubik di Taranto, la consigliera De Simone, incontrò il presidente ed attivista LGBTIQ Luigi Pignatelli, presidente della Hermes Academy Onlus (allora Comitato Territoriale Arcigay Taranto ed ora sostituita dal presidio Strambopoli, col medesimo presidente). La violenza fisica, discriminazione, linguaggio scurrile, di cui spesso sono vittime gli adolescenti e non solo, rappresentano segnali allarmanti di cui se deve tenere conto, soprattutto a cui bisogna reagire. L’invisibilità verso cui sono portate a rifugiarsi le persone omosessuali, bisessuali, transessuali, transgender e intersex, è un pericoloso fattore della volontà di far scomparire dalla scena pubblica, le istanze della Comunità LGBTI.

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Il presente disegno di legge, è stato supportato anche dal Coordinamento Regionale Arcigay Puglia, fondato dai presidii di Bari, BAT, Foggia, Lecce e Taranto il 3 luglio 2017. Di seguito dei commenti  rilasciati da Luigi Pignatelli durante un’intervista: « La conoscibilità del precetto penale è di pertinenza dello Stato ma la Regione ha il compito di proteggere, tutelare, educare e la legge contro l’Omotransfobia è un traguardo sofferto e fondamentale per noi attivisti, ma soprattutto per chi non ha modo di fare coming out, per i più giovani che nelle scuole subiscono bullismo omotransfobico e si isolano e, nel peggiore dei casi, si tolgono la vita » La legge sulle unioni civili ha fatto compiere alla  Nazione un enorme passo in avanti, ma non essere etero in Italia oggi equivale ancora ad essere cittadini di serie B, non poter godere di diritti inalienabili. 

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Sentirsi definire in tutti i modi, subire ogni genere di violenza fisica e psicologica e non poter appellarsi ad alcuna legge specifica nazionale contro l’omofobia. Non essere etero in Italia può significare anche desiderare e, a volte, decidere di togliersi la vita, perché le ingiustizie, le offese, la violenza fisica e soprattutto psicologica assumono un peso troppo pesante da sopportare. Questo processo è possibile solo mediante la diffusione della cultura delle differenze e la condivisione delle peculiarità di cui ciascun essere vivente è portatore. «Albert Einstein – continua Pignatelli, ci insegna che Il mondo è un posto pericoloso, non a causa è di quelli che compiono azioni malvagie, a causa di quelli che osservano senza dire nulla. La violenza di genere, l’omotransfobia e la xenofobia sono mostri la cui arma più potente è il silenzio, mediante il quale, spesso ciascuno di noi si rende complice di crimini e ingiustizie sociali ». Persona intervistata, il leader del coordinamento Arcigay Taranto,  Luigi Pignatelli conclude dicendo: « Spezziamo le catene del silenzio, denunciamo ogni violenza subita o a cui assistiamo, vinciamo il peso delle nostre paure e facciamo il nostro coming out, ogni giorno.Non permettiamo al vuoto di una mano profana di spegnere il pieno del nostro esistere »

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In conferenza stampa erano presenti anche: “La Rete della Conoscenza”, Link e l’ Unione degli Studenti. In un’intervista rilasciata, Sara Acquaviva in qualità di coordinatrice della Rete della Conoscenza, dichiara: « Oggi alla conferenza stampa eravamo presenti insieme a tutte le realtà LGBTI del territorio pugliese. Dopo ben quattro “Puglia Pride” finalmente, potremmo ottenere una prima misura che, guarda alla civiltà e alla parità dei diritti» Ed ancora: « Crediamo  che sia fondamentale che questa proposta di legge, non resti inattuata, ma venga discussa e approvata in consiglio regionale, guardando tuttavia alle priorità indicate dalla rete di associazioni che si impegnano sul territorio in difesa dei diritti della comunità  LGBTl ».  L’Omotransfobia è la vera malattia di questa società e può essere contrastata solo se le Istituzioni si costituiscono come parte in causa di questa battaglia per l'uguaglianza. Ripartire dai luoghi della formazione può essere un primo antidoto di discriminazioni ed ingiustizia. Come spiega l’Avv. Pasqua Manfredi, «Il disegno di legge prevede una serie di impegni che la Regione si assume nei confronti delle persone LGBTIQ e contro ogni forma di discriminazioni e violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Novità di questa legge è l’inserimento delle forme di tutela per le persone intersessuali ». 

Piazzolla

Il segretario nazionale Arcigay Gabriele Piazzoni  

Il disegno di legge, sottolinea Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay, « lavora sull’aspetto educativo e formativo, investe sulla cultura e sull’osservazione di come i media trasmettono e raccontano le notizie, con linguaggi inclusivi, privi di stereotipi. Sicuramente – ha concluso – servirebbe una legge nazionale di supporto educativo per evitare le discriminazioni. E poi servirebbe sicuramente tutto il comparto penale, perché in questo momento non esiste nel nostro paese una legge contro omofobia e transfobia. L’unico testo presentato è fermo da anni in Senato e ovviamente ormai lì rimarrà visto che siamo alla fine legislatura, vedremo nella prossima, ma l’Italia è in ritardo storico su questo: è l’unico dei grandi paesi dell’Unione europea che non ha una legislazione in materia».

Il rapporto sull’Omotransfobia prodotto dalla maggiore associazione LGBTI italiana, in occasione della “Giornata Internazionale contro l’OmoBiTransfobia”  dello scorso 17 maggio, ha evidenziato 196 casi di discriminazione. Questi, però, sono solo quelli che hanno guadagnato l’attenzione delle cronache; a volte nei verbali, si omette la natura dell’aggressione, perché in assenza di una legge nazionale, dal punto di vista della pena, non sembrerebbe rilevante. 

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 « Tutti possono essere poeti, tutti possono comprendere il peso delle parole, tutti possono imparare a misurare un gesto, tutti possono assumere il ruolo di veggente di un paese, in cui la libertà possa finalmente essere appannaggio di tutti » - dichiara  Luigi Pignatelli .   

 

Video intervista di Emiliano e Piazzoni:  https://drive.google.com/file/d/1UD5qCF5BPhipoWceFSIQ24InKwX86RwP/view