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Mar, Ago

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Un Italiano su tre possiede già un dispositivo per rendere la sua casa smart. Ma cosa si intende davvero per casa smart? A quali ambiti sono dedicate le soluzioni tecnologiche? Quali sono le difficoltà per il suo sviluppo?

Secondo diverse ricerche la casa smart, nel senso di unità abitativa connessa alla IoT (Internet of Things), è già una realtà. Nel 2017, infatti, il mercato dei dispositivi tecnologici ha segnato una crescita del 35% delle vendite su base annua. Anche le modalità di acquisto si vanno sempre più definendo con la modalità online che ha raggiunto il 30%. La crescita del settore hi-tech per la casa, dunque, continua a crescere anche se meno rispetto alla media europea. Parliamo di un mercato dal valore stimato di 250 milioni di euro!

Ma cosa si intende davvero per casa smart?

Si intende un'unità abitativa che conservi tutti i confort che la tecnologia moderna può offrire. Una casa che impari a conoscerci con il passare del tempo. Che apprenda le nostre abitudini ed i nostri gusti. Un concetto, se vogliamo, anche un po' inquietante.

Tuttavia, non si può fermare il vento con le mani e la discesa in campo dei grandi player mondiali della tecnologia, come Apple o Google, spingerà sempre più in questa direzione.

Ma una casa smart non è solo tecnologia, è anche ecologia. Una casa in grado di risparmiare sui consumi e di migliorare le performance energetiche. E quale risorsa principale se non l'acqua?

Nei giorni scorsi l'Acquedotto Pugliese, il più grande d'Europa, ha diramato un decalogo di buone pratiche per risparmiare acqua:

  • quando ti radi la barba o lavi i denti non lasciare scorrere l'acqua. Risparmi 20 litri ogni volta;
  • un bagno rilassa, ma la doccia fa risparmiare 100 litri d'acqua;
  • per lavare i piatti basta riempire il lavello. Risparmi migliaia di litri all'anno;
  • lavatrici e lavastoviglie vanno azionate a pieno carico. Fa risparmiare 8 mila litri d'acqua all'anno;
  • il momento migliore per innaffiare le piante? La sera quando l'acqua evapora meno;
  • per il tuo giardino utilizza un sistema di irrigazione a micropioggia;
  • riparare un rubinetto che perde ti fa risparmiare migliaia di litri d'acqua;
  • per lavare l'auto utilizza due secchi d'acqua. Risparmi 130 litri;
  • controlla autoclave e rete interna per evitare perdite occulte.

Quali sono i principali ambiti ai quali sono dedicate le soluzioni tecnologiche della casa smart?

Sono fondamentalmente due:

  1. Efficientamento energetico;
  2. Sicurezza.

La maggioranza delle oltre 290 soluzioni per la casa smart, infatti, censite in Italia e all’estero (il 31%) è dedicata alla sicurezza – tra videocamere di sorveglianza, serrature, videocitofoni connessi e sensori di movimento – seguita dalla gestione energetica, come le soluzioni per il controllo remoto degli elettrodomestici (10%), la gestione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento (8%), il monitoraggio dei consumi dei dispositivi elettrici (10%).

Quali sono i principali ostacoli alla diffusione dei dispositivi hi-tech per le nostre case?

Anche in questo caso sono fondamentalmente due.

La maggiore difficoltà è data dal fatto che gran parte degli utenti non è in grado di installare autonomamente i dispositivi. Molte persone trovano difficile farlo da soli ed hanno bisogno che lo faccia qualcun'altro. Aspetto che, ovviamente, allunga i passaggi e quindi rende un po' più difficile il tutto.

Altro aspetto, non meno importante, è quello legato alle norme sulla privacy. Non per discernimento giurisprudenziale, non essendone in grado, mi limito a sottolineare come, quando si tratti di sicurezza, è facile superare alcuni limiti normativi.

Videosorveglianza, serrature digitali, videocitofoni e sensori di movimento portano in un campo minato soprattutto quando si parli, ad esempio, di applicazione pratica in condominio. Chi può decidere? Quali limitazioni? Ma questa è un'altra storia della quale parleremo in seguito.

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