Il marchio Terra JonicaCultura, sviluppo, turismo. Nel nome di Terra Jonica. Il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, lancia la sfida presentando il marchio comunitario nello stesso giorno in cui, vent’anni prima, a Berlino, le picconate di libertà e democrazia sbriciolavano il muro della divisione. In Terra Ionica, il primo muro da abbattere è quello della litigiosità, vizio antico e sempre attuale che mortifica le aspettative del territorio e fa più forti gli altri. Con Terra Ionica si volta pagina, si spera definitivamente. Ecco perché Florido parla di "un giorno storico per la nostra terra".

{affiliatetextads 1,,_plugin}Nella sala di rappresentanza di Palazzo del governo, sindaci, imprenditori, sindacalisti e rappresentanti delle associazioni di categoria ascoltano con interesse. E intervengono: sì, l’idea ci piace – sottolineano – abbiamo la forza, la storia e le potenzialità per fare il salto di qualità. Industria, agricoltura, portualità, turismo, enogastronomia, cultura soprattutto. Sono queste le parole d’ordine. Il marchio collettivo comunitario “Terra Jonica” (il payoff è Unica) vuole essere quindi uno strumento di promozione al servizio delle imprese. Rappresenta insomma una chance storica per fare della provincia ionica un territorio capace di competere a tutti i livelli e, soprattutto, di raccontarsi e farsi raccontare - in maniera diversa.

Ecco alcune delle carte da giocare: Valle d’Itria, civiltà rupestre, cultura messapica, Magna Grecia, parco delle Gravine. E ancora, passando ai prodotti tipici, dalle clementine di Palagiano al pane di Laterza, dalle cozze tarantine al Primitivo di Manduria. A spiegare i dettagli tecnici per aderire al progetto e adottare il marchio è l’assessore provinciale alle Attività produttive, Luigi Albisinni. I sindaci, come Giuseppe Cristella di Laterza, condividono e si dicono pronti a collaborare. Per superare le divisioni e fare squadra.