Foggia – IL Consiglio provinciale di Foggia ha approvato stamane, con quindici voti favorevoli e un astenuto, la variazione di assestamento generale al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2009 (art.175 comma 8 D.Lgs. n.267/2000) verificando contestualmente gli equilibri del Patto di Stabilità Interno 2009. La manovra licenziata dall’assemblea consiliare ammonta complessivamente a 7 milioni 226mila 918 euro, frutto da un lato del taglio di 924mila euro operato sulla spesa corrente e dall’altro dell’introito di 4 milioni 852mila euro rivenienti da trasferimenti regionali e statali destinati ai settori caccia e pesca, del trasporto pubblico locale, delle politiche del lavoro (per il potenziamento dei Centri provinciali per l’Impiego), delle politiche sociali, delle politiche ambientali, della viabilità provinciale, della manutenzione degli impianti sportivi di Capitanata, dei servizi bibliotecari, della pianificazione territoriale.

È stato inoltre utilizzato l’avanzo di amministrazione realizzato nell’esercizio finanziario 2008 per finanziare interventi di manutenzione straordinaria degli immobili provinciali e per trasferire risorse economiche alla nuova Provincia “Bat”. “Si tratta di un atto di grande valenza politica – commenta l’assessore provinciale al Bilancio, Leonardo Di Gioia – che conferma per un verso la gestione oculata dell’Amministrazione provinciale sul piano finanziario, come dimostra il rispetto del Patto di Stabilità Interno. Attraverso questa manovra- ha detto Di Leo – abbiamo gettato le basi per poter affrontare con serenità anche la grande partita che attiene la stabilizzazione del personale precario dell’Ente”. Aggiornata, invece, la discussione sull’altro punto all’ordine del giorno della seduta: le determinazioni sull’aumento di capitale sociale della Società Patto Verde s.c. a.r.l. Alla discussione hanno partecipato Nicandro Marinacci (Indipendente), Antonio Prencipe (Partito Democratico), Paolo Mongiello (Popolo della Libertà), Carmine D’Anelli (Lista per Pepe presidente), Pasquale Pellegrino (UdC), Rocco Ruo (La Capitanata prima di tutto). “Ricorrere all’astensione di un consigliere di minoranza per approvare un atto di bilancio fondamentale come l’assestamento testimonia quanto profonda sia la crisi politica della maggioranza di centrodestra”.

E’ il commento del segretario provinciale del campopaoloPD, Paolo Campo, al “rocambolesco” esito del Consiglio provinciale svoltosi in mattinata. Determinato dalla “incomprensibile decisione” di uno dei due consiglieri del gruppo del Partito Socialista che “è rientrato in Aula per garantire il numero legale e salvare la maggioranza, assumendosi una gravissima responsabilità politica sul futuro dipanarsi delle relazioni tra PD e PS”.“Sono mesi che dall’interno della maggioranza si sostiene essere in atto una crisi politica – continua Campo – che ha ulteriormente aggravato l’inconsistenza programmatica e gestionale della Giunta, la cui incapacità ad affrontare alcuni nodi strutturali del governo del territorio è sempre più evidente”. Quanto accaduto oggi in Aula esplicita anche “lo scollamento tra consiglieri e Giunta; con i primi estromessi dalla programmazione e dalla concertazione istituzionale in cambio di qualche marginale prebenda”.Una “riflessione attenta e approfondita” la merita anche l’atteggiamento “equivoco e ambiguo di uno dei consiglieri socialisti – prosegue il segretario provinciale del PD – al quale va ascritto il demerito di aver salvato la faccia del centrodestra. Spero si tratti di un infortunio personale e non della scelta politica di un partito, ma ritengo opportuno chiarire l’incidente in ogni suo aspetto – conclude Paolo Campo – e procedere ad una verifica dell’alleanza tra le due forze principali del centrosinistra sull’intero territorio provinciale”. antonioprencipe

“Se la Giunta oggi è ancora in piedi lo deve a chi ha svenduto la propria dignità politica ed ha impedito che si facesse piena luce sulla crisi e lo scontro di potere in atto da mesi a Palazzo Dogana”. Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio provinciale, Antonio Prencipe, non ha usato mezzi termini per stigmatizzare tanto le “difficoltà di una maggioranza che ormai si regge con gli spilli ed al cui interno si sono create fratture insanabili”, che “l’ambiguità di un collega della minoranza, il quale ha dapprima condiviso l’azione dei gruppi di centrosinistra e poi deciso di offrire il proprio, decisivo appoggio alla maggioranza”. Le difficoltà del centrodestra sono “diventate palesi già ad inizio seduta – ricostruisce il capogruppo del PD – ciò nonostante abbiamo offerto alla Giunta la nostra disponibilità a garantire il numero legale per senso di responsabilità e con spirito costruttivo. Noi eravamo pronti a discutere il documento finanziario ed anche a contribuire a renderlo più adeguato a fronteggiare le tante emergenze in atto”. La chiusura della maggioranza e della Giunta “è stata tanto netta quanto incomprensibile, perché si è preferito ingaggiare un improduttivo braccio di ferro con la minoranza piuttosto che discutere su come risolvere i problemi della comunità di Capitanata”.

La prova dei numeri “ha dato torto ad una maggioranza evanescente ed inconsistente – conclude Antonio Prencipe – e solo l’inaspettato sostegno di un consigliere socialista ha impedito alla minoranza di ratificare formalmente ciò che è noto da mesi: il fallimento politico e amministrativo del centrodestra a Palazzo Dogana”.

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