CAMPI SALENTINA. «Il mio erede? Eccolo qui, è lui». Così Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia alzando in aria il figlioletto dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Dario Stefano, dietro le quinte della Città del Libro, prima di un incontro-dibattito preannunciato da giorni. L’erede, nell’immagine che il governatore ha voluto lasciare ad una ventina di testimoni, è la Puglia del futuro, la Puglia dei giovani, la Puglia dei puri. È il day-after della riunione barese di sabato. Ad una platea di migliaia di persone che lo attende nell’Auditorium del Centro fieristico, il presidente Vendola non consegnerà le sue valutazioni su una maggioranza politica giunta al bivio.

Le dichiarazioni sono solo per giornalisti e agenzie di stampa: «Una coalizione che non venga costruita sul programma è una coalizione che rischia di essere propedeutica a una nuova stagione di trasformismo. Noi, al sud, rischiamo di restare segnati dal gattopardismo, che ha divorato la credibilità della politica» afferma. Nichi Vendola scalda l’atmosfe - ra alla Città del Libro di Campi Salentina, solo prima di salire sul palco del convegno su «Sessant’an - ni dal Grande Fratello: da Orwell a Berlusconi, la metafora del potere », a cui ha partecipato insieme a Claudio Martelli, Luca Mastrantonio, Gianni Cuperlo, Michele De Lucia e Angelo Mellone.

{affiliatetextads 1,,_plugin}E lo fa rispondendo alla presa di posizione dell’Assemblea regionale del Pd di due giorni fa segnata dalla presenza e dall’intervento di Massimo D’Alema: «O si va alle primarie o sono pronto a scendere in campo e candidarmi con una mia lista - ribadisce - c’è un popolo tumultuoso alle mie spalle che mi spinge fortemente. Ricevo quotidianamente centinaia di lettere da cittadini di qualunque età. Dai giovani alle vecchiette di 80 anni, con allegato di orecchiette fatte in casa, che mi chiedono di non mollare». Poi aggiunge: «Per me l’allargamento riguarda il territorio sociale, un patto con le nuove generazioni, un nuovo profilo programmatico. In quest’ottica ben venga il contributo anche di altri interlocutori all’interno del centrosinistra. Ma quello di cui abbiamo bisogno è innanzi tutto una bonifica morale». Vendola tiene a precisare che «la coalizione si trova davanti a due possibilità. La prima, sulla base di un giudizio positivo dell’amministrazione regionale, è la riconferma del presidente uscente. La seconda, in relazione a un allargamento su cui il presidente è d’accordo, è decidere chi è il sovrano.

«E il sovrano per me è la democrazia. Io sono - e quasi lo scandisce - - l’unico presidente della Regione Puglia che non è stato portato dalla cicogna dei partiti, ma è stato il frutto di un consenso venuto da un protagonista inatteso, il popolo. E lo dico a un partito come il Pd che ha deciso di fondarsi sulle primarie». Ma Vendola, comunque, non si sente tradito dal Pd, e ribadisce: «Sta facendo un suo percorso. Ma non creda che basti fare una coalizione, sommare partiti e nomi, per vincere». Nella sala, per lui, centinaia di manifestini in formato A/4: «Difendi la Puglia migliore, Nichi Vendola presidente 2010». Un tripudio svolazzante. Ma ben fermo, tra la folla, svetta un cartello bianco con scritta rossa: «O Nichi o niente».

Marco Maci - Lagazzettadelmezzogiorno.it