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Mar, Ott

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In epoca romana le isole erano conosciute con il nome DIOMEDEE, dal mitico eroe greco Diomede che secondo la leggenda, nel suo peregrinare nel mare Adriatico, si fermò nella Daunia dove fondò diversi centri, ma la sua vita ebbe fine nell’arcipelago dove fu anche sepolto.I suoi compagni furono trasformati da Venere in uccelli: le Diomedee appunto, sono uccelli dalla grande apertura alare, che ogni primavera lasciano l’Africa Orientale verso l’Adriatico per nidificare sulle pareti a strapiombo tipiche della costa di queste isole. Il loro canto che si sente in particolare nelle ore notturne, altro non è che il lamento dei compagni di Diomede che piangono la perdita del loro eroe. Il loro nome Tremiti, fu attribuito successivamente dai Romani volendole indicare come tre monti che spuntano dalle acque del mare all’orizzonte.

Alcuni ritrovamenti sull’isola di San Domino testimoniano la presenza dell’uomo Neolitico ed altre testimonianze dell’età del Bronzo sono state rinvenute sull’Isola di San Nicola. In quest’ultima sono presenti resti dell’età classico-ellenistica ed anche una domus romanae. All’inizio dell’anno mille i Monaci Cassinesi avevano fondato un centro religioso. Nel Medioevo notevole importanza acquistò l’Abbazzia fondata nel 1010 dai Benedettini Cassinesi sull’isola di San Nicola; La Chiesa di Santa Maria ed i resti della fortezza rappresentano uno dei gioielli architettonici più belli d’Italia.L’abbazia fu soppressa nel 1780 da Ferdinando II che vi sostituì una colonia penale. Il fascismo la utilizzò come luogo di confino per i dissidenti del regime.Oggi l’isola è abitata da circa 300 residenti per tutto l’anno, mentre d’estate diventa un centro frequentatissimo. Dal 1989 è stata istituita la riserva naturale marina delle ISOLE TREMITI.

Delle Isole Tremiti solo due sono abitate, l’Isola di San Domino e l’Isola di San Nicola, e sulla prima si concentrano la maggior parte delle strutture di accoglienza turistica, i residence, i villaggi turistici, gli hotel e le pensioni. L’isola è decisamente amata anche dai velisti e dai navigatori, che vi approdano durante tutta la stagione estiva, sebbene le isole non siano provviste di una vera e propria struttura portuale ma semplicemente di alcune banchine cui attraccare. Alle Isole Tremiti non ci sono spiagge, se non in un paio di località: Cala delle Arene sull’isola di San Domino caratterizzata da una lingua di sabbia con accanto una suggestiva grotta dallo stesso nome lunga circa 10 metri, e Cala Pietra di Fucile, così chiamata per la singolare conformazione dei ciottoli che la compongono, tondi a tal punto che un tempo venivano usati proprio come proiettili per i cannoni.

Il fatto che non ci siano spiagge però non è certo scoraggiante, almeno per chi ama il mare, perchè le decine di calette che si possono raggiungere lungo il litorale, Cala dello Spido, Cala Matano, Cala degli Inglesi, Cala Tonda per ricordare solo quelle più conosciute, difficilmente faranno rimpiangere la spiaggia.Un mare limpido così lo si può ammirare solo raramente, e lo si può verificare già dalla cima delle scogliere, prima di scendere nelle insenature a filo dell’acqua. E’ infatti possibile scorgere il fondo del mare già dall’alto, e per parecchi metri sott’acqua. Ciò significa inoltre che le Isole Tremiti sono un vero e proprio paradiso per gli amanti delle immersioni ed anche nella pesca subacquea là dove è consentito dalle leggi che proteggono la riserva naturale.

L'Isola di San Domino

Con 2,6 km di lunghezza, 1,7 km di larghezza, uno sviluppo costiero di quasi 10 km e una superficie di 208 ettari l’Isola di San Domino è la maggiore dell’arcipelago delle Tremiti. E’ l’unica isola dell’arcipelago ad avere una vegetazione fitta e rigogliosa costituita da pinete di Pino d’Aleppo che in diversi casi si spingono sino alla costa, fermandosi solo sulle cale di roccia. Anche il sottobosco è particolarmente sviluppato, con ginepri, rosmarini, mirti, lentischi e altre piante della cosiddetta macchia mediterranea. Sono presenti anche colture dell’olivo e della vite, benché una serie di accadimenti storici e scelte non del tutto avvedute abbiano di fatto impedito uno sviluppo reale di queste piante mediterranee un tempo, pare, più floride di oggi tanto da far guadagnare a San Domino l’appellativo di “Orto del Paradiso”.

Dal punto di vista storico non ci sono grandi tracce del passato, se si escludono alcuni ritrovamenti risalenti al Neolitico e un’antica abitazione che la tradizione vuole essere appartenuta all’eremita Bertucci, al secolo Pietro Colono, che vi si rifugiò per vivere in contemplazione alla fine del XV secolo, quando San Domino era pressoché disabitata.Oggi, invece, è l’unica delle Isole Tremiti ad avere strutture turistiche di livello internazionale, in grado di ricevere moltissimi turisti ogni giorno e di seguirli passo passo per tutto il loro soggiorno: porto, eliporto, alberghi, ristoranti, villaggi vacanze, camping e diving-center sono solo alcune delle tipologie di strutture di cui è possibile usufruire. Il grande svliuppo turistico dell’Isola di San Domino, che per gran parte ricade nell’area C della Riserva Marina e dunque rende possibile un’esplorazione autonoma, è dovuto essenzialmente alle sue bellezze naturali, su tutte le cale e le grotte.

Tra le prime ricordiamo Cala delle Arene (l’unica spiaggia di sabbia dell’Arcipelago), Cala Tamariello, Cala degli Inglesi, Cala Matano, Cala Tonda, Cala Tramontana e Cala dei Benedettini. Tra le seconde Grotta delle Viole – forse la più famosa – Grotta del Bue Marino, Grotta delle Rondinelle, Grotta delle Murene e Grotta del Coccodrillo.

Isola di San Nicola

a pur se di ridotte dimensioni San Nicola è certamente l’Isola più importante dal punto di vista storico ed amministrativo. E’ qui che infatti hanno sede il municipio e gli uffici principali, ed è sempre qui che troviamo la maggior parte dei residenti del comune di Isole Tremiti. L’isola è inoltre dotata di un proprio porto con collegamenti quotidiani alle località pugliesi, molisane ed abruzzesi e di una essenziale rete di negozi e servizi: tra questi vanno segnalate alcune strutture alberghiere e ristoranti di cucina tipica a base di pesce fresco, per lo più a conduzione familiare e dall’atmosfera cordiale ed informale.

Il turismo sull’Isola di San Nicola si basa essenzialmente sulla tranquillità del luogo e sulle bellezze artistiche che custodisce. Oltre ad insediamenti del Neolitico e dell’Età del Ferro, di valore prettamente storico, è possibile visitare una necropoli contenente due “tombe a grotticella” risalenti al periodo ellenistico, tra le quali quella nota come la Tomba di Diomede, i resti di due “Domus” romane e delle aree scavate nella roccia nei pressi del porto probabilmente adibite allo stoccaggio di anfore contenenti merci da trasportare. Il panorama dell’Isola è fortemente caratterizzato dalla presenza del complesso abbaziale di Santa Maria, un’opera monumentale che sovrasta l’area del porto. Oltre al “Santuario di Santa Maria a Mare”, in cui abbondano le testimonianze del lavoro e dell’arte dei monaci benedettini e cistercensi che l’hanno custodita, sono degne di una visita anche la vicina Cisterna della Meridiana e la sua Loggia, il Torrione Angioino, il Castello dei Badiali ed il Torrione del Cavaliere del Crocifisso, circondati dalle imponenti mura di cinta.

Dal punto di vista naturalistico, invece, ricordiamo gli Scogli Segati, così chiamati proprio perché divisi in due dopo essere franati in mare, e la Grotta di San Michele, dove taluni intravedono un teschio nella parte frontale.

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