Il Presidente dell'Unione Provinciale Agricoltori di Foggia, Luigi Lepri, in vista della grande manifestazione di protesta degli agricoltori della nostra provincia, aperta a tutte le Organizzazioni di categoria, prevista per mercoledì 18 novembre, ha scritto a tutti i Sindacati dei lavoratori agricoli. Le date della giornata di protesta e degli altri eventi propedeutici previsti, sono state, è bene precisarlo, programmate non a caso, ma sono parte integrante di un nutrito calendario di manifestazioni provinciali pianificate in Italia, in sintonia anche con i vertici nazionali di Confagricoltura.

{affiliatetextads 1, category, _plugin}Con una lettera inviata ai Segretari di FLAI CGIL, FAI CISL e UILA UIL, il Presidente Lepri ha sottolineato, ancora una volta, l'estrema gravità della crisi che ha da tempo colpito l'agricoltura, le motivazione per le quali si è deciso di scendere in piazza e, soprattutto, ha richiesto la partecipazione e comunque il pieno appoggio alle iniziative di lotta. Ciò, anche con riferimento alle preoccupazioni circa ulteriori nefaste ricadute sull'occupazione agricola e dell'indotto; solo le imprese aderenti a Confagricoltura, Organizzazione più rappresentativa in termini di fabbisogno di manodopera, assumono, nella nostra provincia, oltre 435.000 giornate lavorative annue su un totale di circa 3.800.000.

Da parte sindacale c'è stato un immediato riscontro; i rappresentanti territoriali delle maggiori sigle hanno assicurato la presenza ovvero la piena solidarietà alla manifestazione di protesta. Intanto registriamo l'adesione alle iniziative di protesta anche degli Istituti agrari provinciali; professori e studenti, consapevoli del delicato momento che sta vivendo il settore, ritengono opportuno dare un fattivo contributo alla difesa dell'agricoltura, un'attività sulla quale hanno deciso d'impostare i propri studi e che rappresenta, quindi, l'immediato futuro. Tutti uniti, quindi, Organizzazioni datoriali e dei lavoratori, scuole del settore, il prossimo 18 novembre per dare più forza alla protesta nell'interesse del comparto agricolo così importante per l'intera economia di Capitanata.

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