Prosegue, domenica 6 aprile, alle 17.30, presso la Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce, la rassegna “Per un teatro delle ragazze e dei ragazzi” di Astràgali Teatro. In programma “L’isola degli animali”, prodotto dalla stessa compagnia teatrale e liberamente ispirato alla favola “Il processo degli animali contro l’uomo” tratto dalle “Epistole dei Fratelli della Purità” e rivisitata per il pubblico più giovane, in particolare per quello dai cinque anni in poi.
La storia, interpretata da Roberta Quarta, Simonetta Rotundo, Cosimo Guarini e Matteo Mele e diretta da Fabio Tolledi, è ambientata sull’isola degli animali la cui esistenza viene sconvolta dagli umani che pretendono di avere il diritto di assoggettarli, disponendo di loro a proprio piacimento. Gli animali, fino ad allora liberi, decidono di intentare un processo contro gli uomini presso la corte dei saggi djinn, per mettere in discussione la presunta superiorità umana. Lo spettacolo, attraverso una rilettura attuale, poetica e coinvolgente, favorisce l’approccio a un testo della tradizione araba che ha avuto molta fortuna in tutto il Mediterraneo e il Vicino Oriente nel Medioevo e nel Rinascimento ed è terreno fertile per la sempre più forte necessità di una società inclusiva e capace di valorizzare le differenze. Un’occasione importante per promuovere una riflessione critica sul mondo contemporaneo, nel quale è assolutamente necessaria una riappacificazione dell’umanità con il territorio e con gli altri esseri viventi.
La rassegna “Per un teatro delle ragazze e dei ragazzi” rientra nel progetto “Teatri a Sud” ed è prodotta da Astràgali Teatro con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia e la collaborazione del Comune di San Cesario di Lecce.
Ingresso: € 3,00. Consigliata la prenotazione.
Per info: Tel.389.2105991 mail:
Foto di Marina Colucci
Venerdì 4 aprile, alle 20.30, negli spazi della Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce, va in scena "Diario di un Pazzo", prodotto dal Teatro delle Forche, diretto da Ettore Toscano e interpretato da Giancarlo Luce. Lo spettacolo rientra nella rassegna Teatri a Sud di Astràgali Teatro e si ispira all’omonimo racconto di Lu Xun.
La storia, ambientata in Cina nella prima metà del ‘900 in Cina, durante uno dei periodi più terribili della storia cinese, narra il passaggio dalla caduta dell’Impero all’ascesa del Partito Nazionalista, le logoranti guerre intestine, la barbara invasione giapponese, ma anche l’apertura alle correnti filosofiche e letterarie occidentali. Scritta nel 1918, l’opera è una denuncia dei valori fittizi della società del tempo che divorano l’individualità delle persone. Protagonista è uno studente di medicina che viene in possesso del diario di un suo vecchio amico e racconta di averne ricopiate alcune parti, considerandole piene di significato. Quello studente è lo stesso Lu Xun, il quale studiò alla facoltà di Medicina per un paio di anni, per poi dedicarsi alla scrittura, fino a diventare quello che è oggi ritenuto il padre della moderna letteratura cinese. Come spiega lo stesso Giancarlo Luce: “Lo spettacolo è un omaggio a Carlo Formigoni e Ettore Toscano, entrambi miei maestri d’arte, entrambi pedagoghi e artisti che hanno impegnato la loro vita nel proporre un’arte teatrale educativa a favore dei giovani, ed entrambi estimatori dell’opera di Lu Xun.”
Il Teatro delle Forche nasce a Massafra con la convinzione di restare al Sud, impegnandosi a creare e ospitare spettacoli dal vivo e artisti capaci di incidere nel tessuto sociale. Tra i suoi obiettivi, proporre spettacoli di alta qualità e servizi teatrali professionali e contribuire allo sviluppo socio economico delle comunità locali e del territorio tramite la valorizzazione del Teatro e la promozione dei beni culturali e paesaggistici capaci di promuovere un dialogo tra le arti e l’ambiente.
La rassegna Teatri a Sud è ideata da Astragali Teatro con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia, e con la collaborazione del Comune di San Cesario di Lecce.
Ingresso € 5, consigliata la prenotazione. Per Info: Tel. 389.2105991, mail:
Venerdì 4 aprile 2025, alle ore 19:30, presso il Santuario di S. Maria della Lizza di Alezio, paese da sempre legato a Gallipoli non solo dalla semplice vicinanza fisica, ma da vincoli molto più profondi di origine storico-sociale-culturale, verrà presentato il nuovo libro di Luigi Solidoro “La Settimana Santa a Gallipoli e i suoi musicisti. Tra Settecento e Novecento“, edito da Youcanprint (Lecce).
L’evento è patrocinato dall'ANSPI (Oratorio Santa Maria della Lizza), dall'Associazione Gallipoli Nostra, presieduta da Elio Pindinelli, e APSEC (Associazione per la promozione della scienza, dell'educazione e della cultura di Lecce), presieduta da Pompeo Maritati.
Dopo i saluti di apertura di don Antonio Perrone, rettore del Santuario, il libro sarà presentato al pubblico da Elio Pindinelli, vicepresidente della Società Storica di Terra d'Otranto, e dal prof. Francesco Danieli, celebre storico e iconologo, nonché direttore di Krínomai, la nuova Rivista italiana di storia e critica delle Arti di Milano.
Gli intermezzi musicali saranno a cura dello stesso Luigi Solidoro che accompagnerà il soprano Laura De Vita e il duo violinistico composto da Tommaso Passeri e Antonio Fumarola. In programma le più celebri musiche della Settimana Santa gallipolina.
Il volume è il n.8 della Collana di monografie intitolata "Musicisti Salentini", ideata dalla coppia Solidoro-De Vita e realizzata a partire dal 2019.
Taranto. «Tra qualche settimana gli agricoltori del Tarantino avranno bisogno di acqua per irrigare le colture ma ancora non sappiamo se, come e quando partirà la nuova stagione irrigua».
Il nuovo grido d’allarme parte dall’Area Due Mari Taranto-Brindisi di Cia Agricoltori Italiani di Puglia: «Negli invasi l’acqua scarseggia e le temperature tra qualche tempo si alzeranno; abbiamo bisogno di risposte certe altrimenti la stagione irrigua 2025 rischia di saltare in aria e con essa salterebbero reddito e sacrifici dei nostri agricoltori e di migliaia di lavoratori agricoli», è il grido disperato del presidente Pietro De Padova.
Ma cosa sta accadendo nel territorio occidentale della provincia di Taranto, area vasta che per ciò che concerne l’approvvigionamento idrico dipende dalla vicina Basilicata, pur restando comproprietaria al 50% dell’acqua della diga di San Giuliano?
«Ci siamo messi alle spalle una stagione irrigua “presa per i capelli” e salvata solo in extremis grazie alla buona volontà di alcuni attori in campo, ma in tempi non sospetti abbiamo chiesto pianificazione per il futuro – ha chiarito De Padova – Cosa è stato fatto finora per scongiurare una nuova crisi idrica che ora rischia di coinvolgere anche l’approvvigionamento potabile, certamente prioritario rispetto a quello destinato all’uso irriguo?
Qualche mese fa avevamo sollecitato il completamento di lavori di manutenzione straordinaria alla diga di San Giuliano, attività indispensabili in assenza delle quali la Puglia rischierebbe anche quest’anno di non poter utilizzare nemmeno il 50% dell’acqua presente in quella diga di cui, lo ricordiamo, è comproprietaria – ha aggiunto il presidente Cia Due Mari – A completare il solito quadro, che descriviamo ogni anno denunciandolo in ogni sede competente, ci sono la mancanza di pulizia dei canali, la scarsa manutenzione degli impianti e l’atteggiamento antidemocratico di alcuni gestori dell’acqua in Basilicata».
A De Padova sono seguite le dichiarazioni del direttore Vito Rubino: «Si faccia tesoro degli errori commessi nel recente passato. Vogliamo una campagna informativa costante e rispettosa di tutti gli agricoltori del Tarantino che hanno il diritto di conoscere, prima di mettere a dimora le piante e avviare investimenti sulle colture, la quantità d’acqua a disposizione e quella presente negli invasi. Inoltre, non abbiamo notizie delle riparazioni alla condotta “Paoloni”, che corre parallela al canale adduttore, utile al trasporto dell’acqua dal Fiume Tara fino al territorio di Ginosa, dotando l’impianto di sollevamento del fiume di una pompa adeguata alle esigenze di prelievo e di spinta dell’acqua. Ovviamente, per consentire un prelievo costante durante tutta la stagione irrigua è necessario che venga previsto sin da subito la pulizia delle erbacce e delle alghe presenti nella zona di prelievo dell’acqua del Fiume Tara».
«Chiediamo alle istituzioni di intervenire con azioni risolutive e di farlo subito per non prestare il fianco a facili strumentalizzazioni politiche visto il clima crescente di campagna elettorale – ha concluso il direttore Cia Due Mari – Non c’è più tempo da perdere e sul reddito dei nostri agricoltori, oggi più che mai, è vietato scherzare. Quando e in che modo partirà la nuova stagione irrigua? In ballo c’è il futuro di migliaia di aziende agricole e di lavoratori del settore».
È uno dei simboli che, per eccellenza, caratterizzano i Riti della Settimana Santa accompagnando l’incedere lento dei penitenti. È la troccola, dal suono inconfondibile, che annuncia le processioni. E ora avrà una rivisitazione alquanto originale, complici la creatività e l’attaccamento al territorio del giovane pasticcere Gianluca Trisolini. Originario di Mottola, in provincia di Taranto, ha 28 anni e può vantare il titolo di campione nazionale di cioccolateria. Un’abilità messa al servizio della comunità, alla quale ha deciso di fare dono di una troccola realizzata interamente in cioccolato. Si tratta di una copia dell’originale – in legno e custodita nella chiesa del Carmine – lunga 65 centimetri e larga 18. Fedele non solo nelle dimensioni, ma anche nelle scritte e negli intagli.
«Volevo realizzare qualcosa di unico, un omaggio alla cittadinanza che raccontasse allo stesso tempo le nostre radici e la nostra devozione» spiega Gianluca. Lui stesso, da alcuni anni, è Confratello del Carmine di Mottola e – oltre all’attività di pasticcere che lo porta spesso in giro per l’Italia – coltiva anche la passione per la musica. È infatti Maestro di violino, diplomato al conservatorio Piccinni di Bari. «La troccola, che qui da noi chiamiamo “Tric Trac”, ha una musicalità e un suono inconfondibili. Quando sono diventato Confratello, ho avuto l’onore di portarla in processione il Venerdì di Passione, quando celebriamo i sette dolori di Maria. Da quel momento mi sono legato ancora di più a quel simbolo. Poi, l’idea di riprodurlo in cioccolata è arrivata qualche tempo fa, dopo la vittoria nel 2023 al concorso nazionale Belcolade Award».
Un lavoro durato circa un mese, con l’obiettivo che fosse il più realistico possibile e su scala 1 a 1 per rispettare le misure di quella originale. «Ho realizzato la base in cioccolato fondente, poi ho usato quello al latte puro per tutti i lavori di intaglio e di intarsio. L’ho reso come una pasta e modellato, aiutandomi anche con attrezzi appuntiti in acciaio. In pratica delle dime con cui ho potuto riprendere tutti questi movimenti, sia ad esempio per lisciare questo composto a base di cacao e zucchero che per creare gli effetti concavi». Ma non è tutto: perché ha riprodotto anche le scritte originali, a cominciare dal nome di Angelo De Carlo, l’artigiano che nel 1983 ha scolpito l’originale, in legno, da cui Trisolini ha tratto ispirazione. Due generazioni a confronto: Gianluca, classe 1996 e Angelo, classe 1941. Due maestri: uno pasticcere, l’altro ebanista. Entrambi in grado di lasciare una traccia preziosa del loro lavoro.
Una bontà di 8 kg di cioccolato, ma – rigorosamente - soltanto da guardare. Il manufatto, infatti, sarà esposto durante il periodo pasquale e si potrà ammirare all’interno di una teca appositamente allestita nella sede del Muderc, il museo della civiltà rupestre e contadina di Mottola. Tutto questo avviene in un momento di particolare rilievo per la chiesa cattolica che festeggia l’Anno Giubilare.
La troccola in cioccolato sarà consegnata ufficialmente il prossimo 2 aprile alle ore 17:30 nella sede del Muderc, in piazza XX Settembre. Oltre al pasticcere Gianluca Trisolini e all’ebanista Angelo De Carlo, saranno presenti il sindaco di Mottola, Giampiero Barulli; l’assessore alla Cultura, Beatrice Ottaviani; il priore della Confraternita del Carmine di Mottola, Ferdinando D’Onghia, e il padre spirituale, l’arciprete don Sario Chiarelli. Sempre il Muderc, nei prossimi giorni, ospiterà inoltre la mostra sulla Settimana Santa Mottolese su iniziativa della Pro Loco e dell’Infopoint di Mottola.
“L’inquietudine nasce da un fastidio ed un’insofferenza, è come il bisogno di spostare continuamente il peso del corpo da una gamba all’altra, l’impossibilità di sedersi e fermarsi per dire: fine del viaggio, finora cercavo, adesso ho trovato”. Con questo incipit si apre “L’inquietudine del pensiero”, libro-intervista di Pasquale Serra a Franco Cassano, pubblicato dopo la scomparsa del sociologo di origini marchigiane e barese d’adozione grazie al ritrovamento di Luciana De Fazio Cassano. Un testo prezioso dalla gestazione lunghissima: “dal 1995 fino al febbraio 2009”, importante chiave di volta per approssimarsi al complesso laboratorio di pensiero che ha caratterizzato l’intera vita e l’intera produzione di Franco Cassano.E sarà proprio “l’inquietudine”, ovvero il tentativo di “avere un rapporto onesto con il problema che pone la ricerca della verità” una delle figure al centro della conversazione con Pasquale Serra, docente di Storia del pensiero politico nell’Università di Salerno, e Franco Chiarello, sociologo, professore ordinario nell’Università di Bari, in programma lunedì prossimo 31 marzo, alle ore 17, presso la Biblioteca Provinciale Nicola Bernardini ex Convitto Palmieri di Lecce.
Promosso e organizzato dalla neonata associazione Progetti Meridiani, realizzato in collaborazione con Presidenza Consiglio Regionale Puglia, Polo BiblioMuseale di Lecce, Puglia Culture, Provincia di Lecce, CSV, Astràgali Teatro, l’appuntamento si aprirà con i saluti istituzionali di Loredana Capone, Presidente del Consiglio regionale Puglia; Luigi De Luca, Direttore del Polo Biblio-Museale; Cosimo Botrugno, Presidente Provinciale Arci, e l’introduzione di Nico Barletti, Presidente di Progetti Meridiani, per poi entrare nel vivo delle questioni con il dialogo tra Pasquale Serra e Franco Chiarello, moderato dalla giornalista Carla Petrachi.“Per noi che sin dal nome della nostra Associazione abbiamo voluto sottolineare il debito che abbiamo nei confronti del pensiero e dell’agire di Franco Cassano”, osserva l’architetto e urbanista Nico Barletti, “avviare le nostre attività con una conversazione sul suo personalissimo inquieto laboratorio di approssimazione al reale è stato naturale e direi necessario. Progetti Meridiani nasce infatti nei mesi scorsi con un obiettivo preciso: dare vita, nella nostra città e sul territorio salentino, ad una discussione permanente tra interlocutori diversi: cittadini, rappresentanti istituzionali e sindacali, associazioni culturali e imprenditoriali, portatori di differenti interessi sociali, su temi trasversali e comuni per contribuire a riflettere sulle trasformazioni in atto, e sulla necessità di generare costantemente intelligente comprensione su quanto accade e coesione sociale”.