La festa comincerà dal mattino: l’infopoint a disposizione dei visitatori aprirà i battenti dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22 in Piazza San Pietro. Nello stesso luogo, ma dalle 13.30, sarà attivo il Laboratorio delle zucche, dove adulti e bambini potranno imparare a intagliare “l’ortaggio-lanterna” e iscriversi al concorso per la migliore opera. In mattinata e fino al primo pomeriggio, inoltre, le guide comunali saranno a disposizione di quanti vorranno visitare il museo e l’Abbazia dell’Angelo. Alle ore 19, contemporaneamente all’accensione dei falò, prenderà il via lo spettacolo di fuoco dei “Fuocandò”. Alle ore 20, trampolieri, giocolieri e mangiafuoco attraverseranno le vie del borgo e le loro evoluzioni s’incroceranno con lo spettacolo musicale itinerante della “Conturband”.

Alla stessa ora, inoltre, saranno attivi i 22 punti ristoro, allocati lungo le vie e le piazze principali del paese, dove si potranno gustare le tipicità enogastronomiche che sono valse al “paese dell’Orsa” il riconoscimento di “Cittaslow”. Alle ore 22, in Largo San Michele, si danzerà e si canterà al ritmo della musica folk. A Orsara di Puglia, da molti anni a questa parte, la notte dei fuochi è anche quella dei grandi numeri: un falò per ogni nucleo familiare, oltre 100 persone tra volontari e personale delle forze dell’ordine a vigilare sul sereno svolgimento degli eventi, 22 punti di ristoro per i visitatori, quattro diversi momenti di spettacolo e centinaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia per non perdersi i “Fucacoste e cocce priatorije”.

Per godersela veramente, viverne l'attesa, il fermento e la preparazione, l'ideale è arrivare a Orsara di Puglia almeno dalla mattina del primo giorno di novembre. Chi ha già partecipato a questa antichissima festa, infatti, sa che bisogna arrivare quanto prima in paese, in modo da evitare la ressa delle automobili e respirare appieno il clima che si vive tra le donne e gli uomini del posto. Qui, nel cuore verde della provincia di Foggia, nella notte a cavallo tra il giorno di Ognissanti e quello dedicato al culto dei morti, il 1° novembre si accende alla luce dei falò e al bagliore dei lumi posizionati all’interno delle zucche antropomorfe. Non si tratta di Halloween (che per altro si festeggia il 31 ottobre, ndr), ma di un evento che mette in evidenza l’illuminazione della fede, il ricordo dei defunti, il gusto genuino di stare insieme condividendo un momento di comunione caratterizzato dal legame rispettoso e autentico tra il mondo dei vivi e quello di quanti vivono nella nostra memoria.